Alexej von Jawlensky
Alexej Georgievich Jawlensky (Alexej von Jawlensky, tedesco: Alexej von Jawlensky; 13 (25) marzo 1864, Toržok — 15 marzo 1941, Wiesbaden) fu un pittore russo e tedesco espressionista. Fece parte dei gruppi di artisti «Der Blaue Reiter» («Il Cavaliere Azzurro») e «Blaue Vier» («Quattro Blu»). Per oltre 30 anni visse in unione civile con Marianne Werefkin.
Alexej von Jawlensky fu un pittore russo, uno dei principali esponenti dell’espressionismo e membro del gruppo «Der Blaue Reiter». Le sue opere si distinguono per la vivacità dei colori, la luce interiore e la profonda penetrazione nella natura spirituale del ritratto.
L’approccio di Jawlensky all’arte consisteva nel trasmettere non la forma esteriore, ma il movimento dei sentimenti attraverso il volto. Non cercava la realtà, ma il suo suono emotivo. Insieme a Kandinskij e Marc contribuì a creare una nuova visione della pittura, in cui il colore diventava la voce dell’anima.
Infanzia e primi passi
Alexej von Jawlensky nacque nel 1864 a Tver’. Fin dall’infanzia mostrò interesse per la musica e la forma, elementi che più tardi si rifletteranno nella sua pittura. Studiò a San Pietroburgo e successivamente si trasferì a Monaco di Baviera, dove iniziò a lavorare nel circolo degli artisti dell’avanguardia.
Parlava correntemente più lingue e trascorse molto tempo in Germania e Francia, dove comprese che il ritratto può essere non solo immagine, ma anche movimento della luce.
«Der Blaue Reiter» e l’influenza sull’avanguardia
Nel 1908 Jawlensky entrò nel circolo del «Cavaliere Azzurro», collaborando attivamente con Kandinskij, Marc e Macke. Pur non essendo un teorico, le sue opere rappresentarono un contributo fondamentale allo sviluppo dell’espressionismo.
Il gruppo riuniva artisti di diversi paesi e tendenze. Fu lì che Jawlensky iniziò la serie «Volti» — volti pieni di musica dei sentimenti e luce dell’anima. Queste opere influenzarono profondamente l’avanguardia europea.
Il percorso verso «Volti» e «Meditazioni»
Dal 1910 al 1917 Jawlensky approfondì lo studio del volto come forma di espressione pura. Le serie «Volti», «Donne tranquille» e in seguito «Meditazioni» divennero i suoi principali successi.
Queste opere persero le caratteristiche del soggetto reale, ma acquisirono profondità della luce, musica della forma ed energia interna all’immagine. Le definiva «pittura che ascolta l’uomo».
Ultimo periodo e morte
Dopo la rivoluzione del 1917 Jawlensky rimase in Germania, continuando a sviluppare le sue idee. Tuttavia, con l’avvento del regime nazista dovette emigrare in Francia.
Qui visse a Nizza, creando le ultime serie, in cui il colore divenne più morbido e la forma ancora più vicina alla percezione mistica. Alexej Jawlensky morì il 15 marzo 1941 a Winterthur, in Svizzera, lasciando un ricco patrimonio artistico che continua a ispirare pittori e collezionisti.
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